Costi acqua

18 08 2008

L’acqua di rubinetto costa in media dai 60 agli 80 centesimi al metro cubo.

Il prezzo di vendita dell’acqua in bottiglia : 260 euro al metro cubo.

La vendita annuale di acqua in bottiglia è pari a 11 miliardi di litri.

Con 40 centesimi comperiamo in media una bottiglia da 1 litro e mezzo di acqua minerale.

Di media un italiano beve circa 188 litri di acqua imbottigliata.

Ci sono ben 177 imprese con 287 marchi diversi.

Le acque sotterranee sono di proprietà del demanio pubblico, ma fatta eccezione per i canoni di sfruttamento, 14 regioni su 20 non ricevono nulla in cambio. La Conferenza Stato – Regioni del 2006 aveva invitato ad uniformare la legislazione in materia.

L’attuale tassa di imbottigliamento ( euro / litro ) varia così :

Basilicata 0,0003 Veneto 0,003 (tre €/litro) Lombardia 0,0005 Piemonte 0,0007






Sostanze contaminanti

16 07 2008

Acqua cause inquinamento originarie

Organoalogenati: tricloroetilene/ tetracloroetilene - valore di legge 10 ug/l

Microbiologici: enterococchi / escherichia coli - valore di legge assenza totale

Nitrati  - valore di legge 50mg/l

Trialometani – Cloroformio (triclorometano) - valore di legge 30ug/l

Questi parametri vengono originati dalle seguenti sostanze, attività o lavorazioni:

TRICLOROETILENE (TRIELINA)

Decapaggio dei metalli – Solvente per estrazione di olii, grassi, cere – solvente per tinture – lavaggi a secco – refrigerante per circuiti frigoriferi – disinfestante – sgrassaggio e pulitura dei componenti elettronici – diluente per vernici ed adesivi – manifatture tessili – prodotto chimico intermedio – attività aerospaziali ( per flussi di ossigeno liquido ).-

TETRACLOROETILENE

Solvente per lavaggi a secco – sgrassante – decapante per metalli e altri materiali – vermifugo – preparazione dei fluorocarbonati

CLOROFORMIO

Procedimento per la produzione di plastiche – solvente – chimica analitica – disinfestante – insetticida e/o reazioni del cloro aggiunto all’acqua con le sostanze organiche ivi presenti.

ENTEROCOCCHI

La presenza di enterococchi nelle acque destinate al consumo umano è segnalata raramente.

Evenienze di questo tipo sono comunque da mettere in relazione a sicura contaminazione di origine fecale, spesso dovuta ad infiltrazioni dall’esterno o a fenomeni di cross-connection. Inoltre, gli enterococchi nelle acque in distribuzione sono un segnale della ridotta efficienza del sistema di trattamento delle acque.

NITRATI DI ORIGINE AGRICOLA

L’individuazione delle zone vulnerabili viene effettuata tenendo conto dei carichi (specie animali allevate, intensità degli allevamenti e loro tipologia, tipologia dei reflui che ne derivano e modalità di applicazione al terreno, coltivazioni e fertilizzazioni in uso) nonchè dei fattori ambientali che possono concorrere a determinare uno stato di contaminazione.

Le misure si basano sull’equilibrio tra il prevedibile fabbisogno di azoto delle colture, e l’apporto di azoto proveniente dal terreno e dalla fertilizzazione, corrispondente:

§ alla quantità di azoto presente nel terreno nel momento in cui la coltura comincia ad assorbirlo in misura significativa (quantità rimanente alla fine dell’inverno);

§ all’apporto di composti di azoto provenienti dalla mineralizzazione netta delle riserve di azoto organico presenti nel terreno;

§ all’aggiunta di composti di azoto provenienti da effluenti di allevamento;

§ all’aggiunta di composti di azoto provenienti da fertilizzanti chimici e da altri fertilizzanti.

ESCHERICHIA COLI

Microrganismi indicatori di contaminazioni di origine fecale dovuta a fenomeni di cross-connection o ad infiltrazioni dall’esterno.

NITRATI ( Azoto nitrico )

L’ultimo stadio ossidativo del ciclo dell’azoto, cioè della disgregazione della materia organica presente nel suolo e nell’acqua da parte di microrganismi che portano prima alla formazione dell’azoto ammoniacale, quindi ad una ossidazione a nitriti ed infine, appunto, ai nitrati.





Pozzi

8 07 2008

pozzi-anno-2000 clicca quì

DEPURAZIONE ACQUA

L’acqua che beviamo viene costantemente monitorata dall’ASL e viene classificata potabile in base a parametri fissati per legge, ma cosa intendiamo quando classifichiamo l’acqua buona ? L’acqua ha un suo sapore caratteristico in base al territorio di origine e dalla percentuale di carbonati che determinano la durezza ed in generale si può dire che le più saporite sono quelle ricche di sodio.

Leggo che si potrebbe migliorare il gusto usando meno cloro e non limitarsi a filtri e/o carboni ma anche utilizzando processi più avanzati e relativamente costosi come l’utilizzo dell’ozono e dei raggi ultravioletti.

Gradirei, se qualcuno conosce la problematica, che ci fornisse una bozza di progetto su come meglio depurare l’acqua garantendo la sua potabilità e mantenendo anche un gusto senza presenza di cloro. Grazie





Composti organoalogenati

6 07 2008

Prodotti usati per sgrassare e tipici di lavanderie.

Il tricloroetilene, noto anche col nome commerciale di trielina, è una sostanza organoalogenata.

Il tricloroetilene è considerato un cancerogeno fortemente sospetto.

Il tetracloroetene (o tetracloroetilene) è un alogenuro organico

A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall’odore di cloro, più denso dell’acqua. È un composto nocivo per inalazione e pericoloso per l’ambiente (come molti alogenuri organici è scarsamente biodegradabile).

Lavanderie a secco a ciclo chiuso
Dal 1 Gennaio 2007 a seguito del trasferimento delle competenze dalla Regione alle Province avvenuto ai sensi degli art.8 c. 2 e 30 c. 6 a) della L.R n. 24.2006 (PDF-113KB), anche i gestori di impianti a ciclo chiuso di pulizia a secco di tessuti e di pellami, escluse le pellicce, e le pulitintolavanderie a ciclo chiuso devono presentare domanda di autorizzazione alla Provincia.

Con la D.g.r 23 dicembre 2004, n. 7/20138 (PDF-1MB)pubblicata nel B.U. Lombardia 13 gennaio 2005, IV S.S. al B.U. 10 gennaio 2005, n. 2., la Regione Lombardia ha autorizzato in via generale con decorrenza 13 Marzo 2005 gli impianti esistenti, sia di pulizia a secco di tessuti e di pellami a ciclo chiuso, escluse le pellicce, che di pulitintolavanderie a ciclo chiuso, che hanno presentato entro il 12 marzo 2005 la richiesta di autorizzazione.

Con la stessa D.G.R sono stati approvati due modelli di domanda e di allegati tecnici e due procedure autorizzative, una per gli impianti di medie-grandi dimensioni e un’altra semplificata per gli impianti esercenti una piccola attività.